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Può sorprendere il fatto che, inizialmente, l’incoronazione di Guglielmo di Normandia non fu così controversa. Benché i Sassoni non facessero i salti di gioia per essere stati sconfitti, avevano comunque bisogno di un re. Guglielmo, dal canto suo, necessitava di un’incoronazione per consolidare la propria posizione, per cui la situazione era vantaggiosa per entrambe le parti. La cerimonia si svolse senza disguidi, in inglese e francese per “par condicio”, e tutto andò bene finché i testimoni esultanti non acclamarono in modo turbolento l’evento meraviglioso.
Le truppe normanne leali a Guglielmo, di guardia all’esterno dell’Abbazia di Westminster, scambiarono questo rumore per ingiurie e rabbia fra inglesi e francesi. Supponendo che i loro compagni all’interno se la stessero cavando, decisero di dare fuoco a quanto potevano (e nel 1066 equivaleva a pressoché tutto) dandosi alle razzie e scatenando una generale rivolta regale. Mentre il suo seguito scappava dall’abbazia, Guglielmo costrinse il terrorizzato esponente del clero a continuare la cerimonia fino alla certezza di essere re, prima di mettersi in salvo.
Tutti conosciamo la storia di Re Giovanni (grazie a Robin Hood). Il sovrano si comportava talmente male che perfino i suoi baroni dovettero deporlo per far rispettare la Magna Carta. Ma fin dall’inizio i presagi non erano stati buoni. Durante tutta l’incoronazione, Giovanni aveva ridacchiato e non si era comportato bene. Quando si riuscì a mettergli la corona sul capo a metà cerimonia il Re uscì ostentatamente dall’abbazia, lasciando nobili e clero a guardarlo in un misto di orrore e confusione.
A detta di tutti, questa fu l’incoronazione più stravagante e sfarzosa di tutte. E la più disastrosa! Giorgio desiderava superare Napoleone, perciò si tolse ogni freno inibitorio solo per mostrare chi comandava. Purtroppo, c’era il problemino di sua moglie.
È ben documentato che Giorgio IV e la Principessa Carolina si detestassero a vista. Ciononostante si sposarono e in qualche modo concepirono una figlia, dopodiché non ebbero più molto a che fare l’uno con l’altra. Quando Giorgio IV divenne re, il pensiero che Carolina venisse incoronata regina accanto a lui lo inorridiva così tanto che rimandò l’incoronazione per oltre un anno, nel tentativo di divorziare e negarle quindi il diritto di essere Regina. Ma non ci fu niente da fare: Carolina era determinata a essere incoronata e il giorno stabilito giunse all’Abbazia di Westminster per prendere posto all’altare. Giorgio le fece sbattere le porte dell’abbazia in faccia dai suoi ufficiali e ordinò alle guardie di tenerla fuori durante la cerimonia. Carolina era però tenace, gridò con tutte le sue forze e corse intorno all’abbazia alla ricerca di un modo per entrare, al punto che le guardie dovettero minacciare di fermarla con le armi.
Essendo riuscito a impedire che Carolina venisse incoronata Regina, Giorgio credette di aver raggiunto il proprio scopo e si recò al sontuoso banchetto da lui organizzato in Westminster Hall. Vi erano presenti 2000 fra nobili e pari, ma il caldo si fece così oppressivo che alcune persone cominciarono a svenire. A peggiorare le cose, i 26 candelieri giganti non erano stati provvisti di adeguati salvagoccia, perciò a metà del banchetto dal soffitto cominciò a piovere cera sui convitati e sui loro eleganti e costosi abiti. Giorgio IV 0 – Napoleone 1.
Siccome non erano state fatte delle prove, l’incoronazione di Vittoria fu un po’ caotica. Nessuno sapeva cosa stesse facendo, i pari più anziani rotolarono giù dalle scale (compreso un tizio di nome Lord Rolle…), le dame di compagnia inciamparono sui propri abiti e Vittoria se ne andò inavvertitamente in anticipo. Si stava togliendo gli abiti da cerimonia quando le fu detto che doveva tornare all’abbazia per concludere il rito, poiché il Vescovo di Bath e Wells aveva saltato due pagine della liturgia. Ancora peggio, per un errore di comunicazione, l’anello dell’incoronazione era stato aggiustato per il mignolo di Vittoria, anziché per il medio. Non volendo contravvenire al protocollo, l’Arcivescovo di Canterbury forzò il piccolo anello sul dito medio della Regina. In totale l’incoronazione durò cinque ore e, quando si fu finalmente conclusa, per sfilare l’anello occorsero molto ghiaccio, fatica e dolore.
Pensiamo che Re Carlo III possa essere soddisfatto per aver avuto solo un po’ di pioggia.
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